🎭 La Sartiglia: il Carnevale tra cavalli e cavalieri

In Sardegna il Carnevale è un rito ed è molto diverso dall’idea di Carnevale a cui siamo abituati.

A Oristano, una città della costa occidentale dell’isola, il Carnevale è la Sartiglia.

Se vieni qui nei giorni di Carnevale, capisci subito che non è un evento come gli altri.
Le strade sono piene di gente, sì, ma l’atmosfera è diversa. Non c’è confusione, c’è attesa.

La Sartiglia è una tradizione antica, molto antica. Nasce nel Medioevo, a quel tempo si chiamavano giostre equestri e si svolgevano in occasione dell’arrivo del re e della sua corte in città. 

Ora questa giostra equestre medievale si ripete ogni anno ma nel periodo di Carnevale, sempre nello stesso modo, con gli stessi gesti, le stesse regole.
È una corsa a cavallo, ma non solo, è una promessa di fortuna. È un dialogo tra passato e presente.

La vestizione: quando il tempo si ferma

La giornata comincia con un momento molto speciale: la vestizione.
Avviene in una casa storica del centro di Oristano, lontano dal rumore.
Qui viene preparato Su Componidori, il protagonista della Sartiglia.

La vestizione non è uno spettacolo ma un rito solenne.
Le donne che vestono Su Componidori si muovono lentamente, in silenzio.
Ogni abito ha un ordine preciso, ogni gesto ha un significato.

Quando la maschera viene messa sul volto, qualcosa cambia.
Da quel momento Su Componidori non è più solo una persona, non parla e non potrà più toccare terra con i piedi. È sospeso, tra umano e divino.
Le persone che osservano, anche se non conoscono bene la tradizione, lo capiscono subito: qui non si applaude per divertirsi, si osserva per capire.

I cavalli e le stalle

Prima della corsa, molti vanno a vedere i cavalli nelle stalle.
In queste giornate le stalle sono aperte ai visitatori e all’interno oltre ai cavalli e ai cavalieri si trova da mangiare e da bere a volontà.

Nelle stalle c’è odore di fieno, di cuoio, di terra. È un altro mondo, lontano dalla folla.
Qui la concentrazione è tutto.

La corsa alla stella

Poi arriva il momento più atteso: la corsa alla stella.
Una stella di metallo viene appesa al centro della strada.
I cavalieri partono al galoppo, uno alla volta.
Devono infilzare la stella con la loro spada.

Quando il cavallo parte, il pubblico trattiene il respiro.
Quando la stella viene presa, esplode un grido.
Non è solo gioia: è sollievo, speranza, buon auspicio.

La stella rappresenta la fortuna per la città.
Più stelle vengono prese, migliore sarà l’anno che verrà.
Non è una gara per vincere, è un gesto per augurare bene. Su componidori è il primo cavaliere ad uscire e con il suo mazzolino di fiori benedice la folla.

Non solo festa, ma identità

Per noi che viviamo qui, la Sartiglia è memoria.
È qualcosa che abbiamo visto da bambini, tenendo la mano di qualcuno.
È una storia che torna ogni anno e ci ricorda chi siamo. 

Per chi studia italiano

Se stai imparando l’italiano, la Sartiglia è una grande lezione, non solo di parole nuove, ma di cultura.

Ti insegna che:

  • non tutto si dice
  • non tutto si capisce subito
  • a volte il silenzio è parte del significato

Capire una lingua vuol dire anche capire quando ascoltare.

Una tradizione che corre, ma non scappa

La Sartiglia dura poche ore, ma resta a lungo negli occhi e nella testa.
È un Carnevale che corre veloce, ma resta per sempre.

E forse è per questo che continua a emozionare, anno dopo anno.